Il Mosaico Fiorentino
Solitamente quando si pensa al mosaico viene alla mente un accostamento di tessere di vari colori, generalmente squadrate, che formano una figura. Gli esempi più classici di questo sono i pavimenti delle ville di epoca romana e il suo affinamento nel mosaico bizantino.
Il mosaico fiorentino si differenzia fortemente da queste stupende forme di decorazione assumendo piuttosto i connotati di una pittura in pietra.
Si tratta di una composizione di pezzi la cui forma è in prevalenza determinata dalle sfumature naturali delle pietre stesse: diciamo che i vari pezzi hanno spesso la forma del soggetto che andiamo a rappresentare, ad esempio una foglia è spesso costituita da un solo pezzo o due ma che sembrano molti di più poiché la maggior parte del lavoro consiste nella ricerca delle sfumature che la pietra naturalmente offre.
I vari pezzi vengono accostati gli uni agli altri in modo da ottenere una composizione pittorica piana che viene infine lucidata a specchio e nella quale le commettiture tra i vari pezzi risultano praticamente inesistenti. le pietre usate per questo tipo di lavoro sono moltissime, in massima parte pietre dure e semi preziose, ma anche marmi più o meno pregiati, graniti e, per finire, semplici pietre che si trovano nelle colline intorno a Firenze e in tutto il territorio nazionale.
Si tratta di pietre già classificate fin dall'epoca Medicea, la cui ricerca è parte integrante del nostro lavoro, una ricerca resa sempre più difficile dai vincoli demaniali, che ci costringono a ulteriori peripezie per ottenerle.
E' molto difficile parlare o peggio scrivere di quello che si può ottenere con quest'arte, sicuramente la visione di un mosaico fiorentino è più efficace di tutte le parole che potrei scrivere ed è per questo motivo che vi invito ad andare nella sezione "galleria" in modo da farvi una vostra personale opinione.


